Fenosa Biglietto

La parola Fe.N.O.S.A. è un acronimo che rappresenta: Federazione Nazionale Operatori Sportivi Autonomi. In se rappresenta un concetto che già da anni è nella coscienza del suo Presidente Massimo Dovere. Dovere è un ex Atleta Azzurro con un curriculum non inferiore ai tanti talenti di questa nostra magnifica penisola, spesso sottovalutata dagli stessi italiani e politici. Quindi con nel cuore le “Pari Opportunità” si interessa nello Sport ed è premonitore della materia poi legittimata dai Governi del CONI. Chiediamo a lui come è nata l’idea di creare la rappresentanza sportiva per tutte quelle “anime” sportive che spesso non sono ascoltate nel loro tentativo di far valere il proprio diritto?

Il Presidente risponde. Il tema è senza dubbio sul tavolo di molte federazioni che vorrebbero assicurare ai loro affiliati quello che sarebbe probabilmente una innovazione sulle controversie in atto e dettate da una normativa antica e mai ammodernata alle ovvie necessità di oggi. Operare nel patrimonio sportivo non è semplice perchè rapidamente evolve anche se lascia indietro proprio i più fragili, singoli tesserati con poco potere contrattuale. L’organismo che presiedo, appunto la Fenosa , divide lo sport in due semplici categorie: gli Operatori Sportivi professionali governati da norme dello stato e da regole di giustizia ordinaria e gli Operatori Sportivi dilettantistici che soffrono una visibilità e l’accesso al diritto con le istituzioni ad esse connesse.

Quindi la Fenosa ha scelto di rappresentare proprio questi ultimi con i servizi di tutela legale e assicurazione in convenzione tali da permettere di agevolare i costi e ricevere il servizio da professionisti, altrimenti insostenibile. Così in accordo con i miei avvocati regionali ed in particolare con l’avvocato Dott.ssa Valentina Porzia – già docente della Università UNICUSANO e professionista del Diritto sportivo www.valentinaporzia.com – abbiamo convenuto di rendere accessibile un primo servizio di tutela legale ai nostri associati, incontrando una forte richiesta di legalità, legittimata proprio nel territorio dalla fragilità degli operatori dilettanti, siano essi atleti che tecnici che operatori generici iscritti ai loro Enti nazionali.

La Fenosa con la quota simbolica di 30 euro annuale, stabilita questo anno dal direttivo, vuole assumere, attraverso il sistema del sindacato di categoria, la rappresentanza degli operatori in ogni disciplina sportiva e le conseguenti specificità dello stato di diritto. Gli operatori con fiducia ci pongono le loro questione e così operando siamo certi di offrire anche una sorta di sistema informativo di connettività, alimentando la cultura del diritto, che dovrebbe essere primario nello scambio di rapporti nel mondo di valori come quello dello Sport.

Alcune Federazioni stanno integrando particolari meccanismi che vorrebbero garantire un arbitrato interno ma che ci lascia molto dubbiosi sul funzionamento. Quanto può incidere la differenza di equilibrio tra un affiliato che vota il presidente federale e l’atleta che ne subisce la regola? Come si può riequilibrare il diritto dove il più fragile non è riconosciuto come tale ma alla stregua della società che è parte del contenzioso? Semplici domande di opportunità che però non trovano una risposta lasciando che il controllato sia lo stesso controllore. Per tanto la Fenosa si pone esternamente anche al CONI – Ente primario alla giustizia sportiva – e così facendo ha la libertà intellettuale e fattiva di equilibrare le forze in contesa.

La Fenosa è lo stimolo a garantire a tutti l’accesso al diritto che vede il vincolo sportivo, il comportamento antisportivo, fino alla denuncia di azioni non attinenti ai valori etici e sportivi. Speriamo di incontrare operatori sensibili in modo preventivo così da regolamentare meglio per tutti il vivere sportivo utile al nostro meraviglioso paese.

Per promuovere efficacemente le azioni ai propri associati il direttivo della Fenosa ha sviluppato una preventiva sperimentazione strategica resasi capillare e aperta a tutti le discipline sul territorio istituendo degli incaricati che divulgheranno i servizi del sindacato, essi saranno connessi allo studio legale centrale, sia per l’Italia sia per l’Estero – senza dimenticare gli oriundi o i quanti italiani che magari desiderano avvalersi dei servizi della Fenosa.

Sicuramente oggi – continua Massimo Dovere – sono molto contento di poter presentare i primi incaricati nazionali, che stanno condividendo con noi l’idea già sviluppata in passato per il Volley e oggi per la pallamano, sport che mi ha dato lustro nel passato e di cui sono molto orgoglioso per quanto si sta tentando di fare soprattutto all’Estero. Quindi Giovanni Manunta e Juan Doldan sono due ottimi elementi di diffusione per il sindacato Nazionale e sono contento delle competenze che stanno costruendo per migliorare il servizio ai quanti avranno piacere di sostenere e ottenere i servizi del nostro organismo.

Rivolgiamo ora qualche domanda ai due incaricati dalla Fenosa: Giovanni Manunta e Juan Doldan.

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Giovanni Manunta classe 1980, atleta di pallamano, già effettivo nell’Esercito con competenze manageriali dislocato in Valle d’Aosta.

Da quanto tempo fai la pallamano e dove hai giocato o se sei ancora in attività?

Giovanni risponde. Ho iniziato alle medie in Sardegna con il grande prof. Sandro Profili una persona fantastica, dopo 1 anno sono passato all‘Edera Endas dove ho iniziato a giocare sul serio, da li in poi solo una grande avventura. Al culmine della carriera, purtroppo, fu Interrotta per motivi di lavoro, 20 anni che sono arruolato. 3 anni fa per una serie fortuita di coincidenze mi ritrovo a vestire la maglia del Bressanone che militava in serie B sotto la guida del trainer Hubi Nossing e poi l’ultimo anno sotto la guida dell’Argentino Juan Doldan in serie A2. Una esperienza stupenda magica e al momento di chiudere definitivamente anche dolorosa.

Come hai pensato di intraprendere questa attività di servizio per gli atleti e delle società?

Avevo già idea, quando ho intravisto che avrei lasciato questo mondo giocato, che la situazione sportiva italiana ed in particolare della pallamano avesse avuto la necessità di un ascolto sul diritto sportivo e sui procedimenti di contrattazione regolati da un organismo di garanzia. Da ex atleta ho capito che la Federazione non potrà mai garantire agli atleti una efficacia contrattazione perché è troppo vincolata dal sistema elettivo e per tanto parlando con amici sono venuto a conoscenza della Fenosa ed in particolare con Massimo Dovere. Chi non conosce il portiere Dovere, visto che è stato una dei massimi artefici dell’unica partecipazione ai Mondiali del 1997 a Kumamoto per la nostra nazionale e così avendo parlato con lui ho trovato la giusta collocazione senza dover passare per un “procuratore” – in Italia si deve essere dei professionisti per operare attraverso un brevetto preso dal CONI – così risulta il mio compito ancora più efficace perché mentre da una parte aiuto gli associati della Fenosa a capire come muoversi dall’altra aiuto le società ad avere le giuste garanzia e a migliorare tutto l’ambiente dilettantistico della Pallamano nazionale. Ascoltando le richieste degli atleti e le necessità societarie ti accorgi che tanto lavoro andrà fatto ma per un atleta quale io sono le sfide non sono mai un limite ma un incentivo. Per concludere il progetto avviato con la Fenosa spero possa diventare una bella novità e un punto di riferimento per tutti siano essi atleti che società.  Dove, per avere una miglioria sportiva ed una performance di tutti gli attori della pallamano, il giocatore deve essere tutelato a 360 ° e con essa la società che desidera la sua opera. La Fenosa è pronta a raccogliere la sfida e sostenere il movimento, da questo punto di vista ancora giovane. Detto ciò buona Pallamano a tutti.

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Juan M. Doldan classe 1985, atleta di pallamano Argentina e forte della sua esperienza ora allenatore di alcune società europee.

Da quanto tempo fai la pallamano e dove hai giocato o se sei ancora in attività?

Da 15 anni ho giocato in Argentina, Italia, Cipro, Germania e Austria. Adesso mi occupo di passare dall’altra parte come allenatore di una società europea

Come hai pensato di intraprendere questa attività di servizio per gli atleti e delle società?

Perché so che ci sono tantissimi giocatori che gli piacerebbe giocare in altre parti del mondo e anche continuare a lavorare con la pallamano ma in un altro modo.

Pensi che in Italia ci sia mercato di scambio tra giocatori e società, per attivare un servizio di tutela legale e assicurativa per la pallamano?

Assolutamente si è l’unico modo, regolamentando i rapporti di ottenere giocatori motivati e che non abbandonano proprio quando stanno per ottenere la maturità sportiva e società coscienti dei loro progetti agonistici. I traguardi sono molto impegnativi e l’unica strada per arrivare nella Pallamano internazionale che conta

La Fe.N.O.S.A. Italia è un sindacato che opera in tanti sport come siete arrivati a presentare il vostro progetto?

La linea seguita dalla Fenosa è giusta perché per fare un buon lavoro con la pallamano deve esserci una associazione che non sia ricattabile dal sistema sportivo, come un vero sindacato, può dimostrare che rendere equilibrato il rapporto tra atleta e società non è solo efficace ma necessario. Iniziare questo progetto con una associazione legale come la Fenosa permette di ottenere una forza ed una credibilità ufficiale molto utile ai rapporti con le parti. Per tanto credo con fermezza al progetto e tenterò di sostenerlo con la mia competenza.

Verona 15.06.2020