Il “Core Value”, ossia la traduzione diretta è “il valore aggiunto” ma non rende come “Impression” del significato. Il “Core Value”, viene utilizzato e ricercato nello sport come nel management di alto livello e fa parte delle soft skill di un club o di un gruppo di persone che lavorano e stanno bene insieme. Ci sono associazioni, comitati, società etc. etc. che spendono tempo e soldi per incrementare il successo e aggiungere valore al proprio prodotto utilizzando strategie di marketing, promozioni o creando un brand (marchio) spendibile e condivisibile. Qualche anno fa, io stesso, mi sono trovato in crisi quando al mio esame da European Handball Manager mi fu chiesto di spiegare il concetto del “Core Value” in a Professional Handball Organization. Devo ammettere che ho tentennato, arrancato e poi ho capito che non avevo spesso colto il massimo del suo significato. Perché? Ho pensato in grande e non ho guardato al di là del mio naso, guardavo la luna e non il mio dito.

Allora mi sono chiesto:

  1. Come lo misuri?
  2. Come lo alleni?
  3. Come lo rendi efficace nel tempo?
  4. Come lo puoi tramandare?
  5. Quali implicazioni sociali?
  6. Quali assetti psicologici devono intercorrere?
  7. Quali sono i difetti e i pregi?
  8. Quali sono le situazioni più vicine attualmente?

Ho avuto, poi,  la possibilità e la fortuna di incontrare nuovamente i miei vecchi amici e alcuni anche compagni di squadra dell’Orion CT di Catania, Sicilia. E mi è tornato in mente il “Core Value” di una squadra che diventa una famiglia e di 4 generazioni che si incontrano con valori comuni e stima reciproca. Una squadra che non c’è più, ma una amicizia e un gruppo che sopravvive agli eventi per ben 4 generazioni di pallamanisti con in comune il senso del gruppo, il concetto di squadra, l’amicizia e la stima reciproca A partire dal fondatore “Deus ex machina” Silvano Attanasio, docente di educazione fisica, punto di riferimento per tutti alla sfilza di imprenditori, dirigenti, insegnanti, membri delle forze dell’ordine e altri, tanto per dirne alcuni. Tutti, più o meno, hanno avuto successo nella vita e hanno fatto tesoro dei valori e degli insegnamenti ricevuti dal campo e per alcuni è stato facile trasmetterli ancora oggi ai propri figli o come il presidente del Mascalucia Sergio Pagano e il sottoscritto. Si! Perchè da anni mi prodigo nella formazione e nella promozione della pallamano nelle scuole di ogni ordine e grado proprio forte di questi valori tipici dello “sport di squadra” e che vede in me un potente assertore. Da manager mi chiedo quale sia stato il segreto, la strategia vincente, l’elisir di questo successo. Quindi ho realizzato che i pregi e la possibilità di tramandare tali valori anche al giorno d’oggi, rivestono l’aspetto più interessante di fare l’allenatore o il manager, di una squadra di pallamano per qualsiasi livello essa venga allenata. Qualche spunto salta fuori tra un ricordo ed una battuta. Se si vuole misurare l’efficacia di un gruppo vanno cercate zone di condivisione e aree armoniche di empatia: Gita in bici fuori porta, accompagnamento con le mogli/fidanzate per un evento (Team building), feste di compleanno condivise e ogni sorta di evento che possa riportare la squadra alla forma più immediata e piacevole di comunicare, sia mente che corpo. Per allenare queste “doti”, la direzione è quella del sacrificio: Salite sulle montagne, corse sotto la pioggia, ripetute infinite allenamenti all’infinito con premio finale. Infatti, sembra che lo sforzo condiviso – prodotto da un sacrificio comune verso un obiettivo – implichi una immagine potente di condivisione. Si stabilisce un contatto emozionale anche selettivo. Un ambito dove la fiducia è tutto e si può chiedere ogni cosa. Quando si è in guerra non esiste etichetta ma solo efficacia per arrivare all’obiettivo comune. Ancora oggi, quando ci troviamo, si ricorda di quella volta che l’allenatore ci fece il “culo”. Prende vita così il pensiero comune a cui tutti fanno riferimento perché intimamente vissuto e condiviso. Si sottolineano i dettagli delle azioni: “quel ragazzo era uno stupido e chiacchierava solo”, tu hai “vomitato” dietro quella curva perché avevi dato tutto. Si possono mettere insieme i metodi anche empirici e migliorativi per noi, e che rendono le soluzioni aperta a chi voglia continuare ad amplificare e rendere strategica l’azione sul gruppo. Unici limiti il profondo rispetto tra tutti perché invece atteggiamenti di comando forzato e di gerarchia “militare” provocano effetti di esclusione di peggioramento della performance condivisa.

In una delle tante feste dove sono intervenuto, chiesi al Presidente Silvano Attanasio, quale fosse il segreto della sua giovinezza? “Il segreto è vivere in mezzo ai giovani, dare e ricevere insieme, realizzando un progetto. Le tensioni, le emozioni, gli affetti produrranno una grande vitalità come quella che aleggiava nella festa.”

Grazie Mille Silvano Grazie Mille ragazzi